facebook icontwitter iconrss icon

masci_logo_ufficiale

Verso il convegno nazionale

 

Provate a pensare quante volte nelle nostre Comunità si è fatto riferimento agli organismi nazionali e regionali del nostro Movimento come a degli UFO che fanno cose per impallinati e che la “vita vera” si svolge altrove. Ebbene il 31 gennaio scorso (forse illuminati da un Don Bosco bicentenario) proprio in uno di questi organismi,  il Consiglio Nazionale,  ho avuto dimostrazione del contrario e che gli impallinati,  che sicuramente hanno l’aria degli addetti ai lavori, svolgono un servizio imprescindibile,  faticoso e spesso poco considerato, ma appassionato e ispirato fortemente alla voglia di far sì che le Comunità lavorino meglio e che il movimento degli Adulti scout  cresca non solo in termini quantitativi. Intendiamoci, il centro del MASCI sono le Comunità, con tutto il loro impegno e tutta la loro presenza sul territorio. Però, con tutta la buona volontà,  una Comunità è una singola entità,  che può far bene,  molto bene,  ma con un raggio di azione limitato.  Sono invece le tante comunità collegate tra loro che creano un Movimento  e, nel nostro caso, un Movimento scout.  Pensiamo a come lo scautismo è cresciuto nel mondo e come i forti legami e collegamenti tra le unità e poi fra le regioni e poi ancora fra le diverse nazioni abbiano portato gli scout ad essere alcuni milioni, con una pedagogia ben precisa e di avanguardia (con molti punti in comune con la pedagogia  di Don Bosco, tra l’altro). Gli Adulti Scout, con le loro Comunità,  non possono non seguire le stesse dinamiche.  Il collegamento e il confronto  fra le Comunità crea il Movimento e questo, a sua volta, delinea le sue linee di impegno con riferimento ai valori e principi enunciati da B. P. A questo fine nascono organismi di coordinamento  che alle volte sembrano superflui, al massimo che giochino per chi ci crede e ha voglia di divertirsi.  Bene, agli occhi di un neo Segretario Regionale, il Consiglio Nazionale di fine gennaio è stata la prova provata che tutti gli incarichi, elettivi e non, al “nazionale” o al “regionale”, sono un reale e utile servizio. Le circa quaranta persone che si sono trovate a Roma per tre giorni, non hanno affrontato una trasferta da burocrati; due degli argomenti all’ordine del giorno riguardavano un convegno sull’educazione degli adulti, le variazioni statutarie, di cui si parla da alcuni mesi.

Ebbene “un” convegno è diventato “il” convegno, non una cosa da vedere in streaming buona per tutte le stagioni, magari con degli atti finali pronti a prendere polvere in qualche biblioteca, nelle nostre biblioteche. Un appassionato dibattito ci ha portato intanto a sottolineare  il fatto che il convegno – o incontro che dir si voglia – è realizzato dalle Comunità. Il bello schema di preparazione presentatoci dal gruppo di lavoro nazionale sarebbe stato sufficiente a farci dire: “Bello! chiamiamo qualche esperto, qualcuno di noi porta qualche testimonianza e il gioco è fatto. Comunichiamo,  ripeto, comunichiamo, alle Comunità e via”. E invece no, protagoniste, depositarie della “scienza” sono loro, che in alcuni mesi di preparazione (da oggi a ottobre) faranno sì che sia “il” convegno. Saranno loro, le Comunità, a dire cosa vuol dire autoeducazione degli adulti; cosa vuol dire essere adulti impegnati in una società che cambia, a volte drammaticamente; cosa vuol dire essere presenti sul territorio e cercare di cucire i rapporti con la Parrocchia, con l’Agesci, con le varie associazioni presenti. Certo qualcuno esperto di particolari questioni dovrà esserci, ma pienamente coinvolto, che ci fornisca ciò che effettivamente ci serve, non potrà certo presentarsi con una relazione senza anima. Stesso discorso per le associazioni che sapremo coinvolgere. Questa ottica ci ha fatto cambiare le carte in tavola: non un burocratico mantenimento degli impegni presi, bensì una cosciente rielaborazione dei tempi per prepararci meglio, perchè tutte le Regioni comincino subito a lavorare, prima da sole e poi insieme alle Regioni vicine, sfruttando il maggior tempo a disposizione per costruire un momento di reale crescita del Movimento.

Allo stesso modo, e con lo stesso coraggio, il Consiglio Nazionale ha saputo prendere in mano la patata bollente delle variazioni dello Statuto, argomento sempre delicato in qualsiasi organizzazione. Ci è sembrato che si potesse fare di più e allora, non in omaggio alla dea procrastinazione, ci si è accollati la responsabilità di lavorare ancora e far diventare maggiormente sostanziale, e non meramente formale, l’impegno di tutte le Comunità.

Quindi un vero servizio, non un semplice fare i compiti per chi si trova nei vari organismi regionali e nazionali. Quindi sono fondamentali i richiami e le indicazioni del popolo Masci; solo in questo modo si costruisce un Movimento unitario che sia in grado di realizzare , per dirla in termini alti, momenti anche con caratteristiche profetiche.

 

 

Gioacchino Maida

Segretario Regionale Piemonte